Trappola d'anima
È dunque ghiaccio
che annienta i dolori
immobilizza gli arti e li frantuma
in briciole
è ghiaccio snervante
un marciapiede vuoto
lungo penombre
di strade gialle e umide
l'assolo
d'un uccello
rapito
al suo bosco
fratello bizzarro
che include le gemme
fino al lento risveglio
naturale d'aprile
quando il sole si leva
il costume invernale
e torna mansueta
trepidazione di mammole
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Salvatore Ferranti7 aprile 2010
poesia di grande spessore. introspezione che fa riflettere sulla precaria condizione umana... molto apprezzata.
Paolo Eroli7 aprile 2010
Molto fresco questo vento d'aprile che nasce dai tuoi bei versi... sa di rinascita... di gemme d'amore, di voglia di vivere ancora sensazioni!

