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Sociale 17 aprile 2010 · lettura 1 min · 2668 letture

Più bestia non c'è

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Vigliacco di un uomo... nemmeno lo sguardo dal tuo finestrino serrato sul mio inerme guaire. Conosci la bella filosofia di occhio che non vuol vedere ma il mio occhio fisso non sa scollarsi da te sempre più piccola sagoma sulla infernale autostrada che ora ti inghiotte. E' la pedata che non mi hai tirato lo stridio delle ruote ...la tua fuga. Rincorri il mare ed il sole lo stesso che m'arderà sull'asfalto disciolto condannato a bagaglio superfluo. Preda ipocondriaca io diverrò per i giorni a venire colto da mano pietosa ...o budella svuotate sulla corsia. Mi pietrifica questa sorella paura e mi uccide l'orridità della tua superiore stupida mente. Detti tue leggi, re della Terra, tiranno tra morte che mieti. Sostieni che anima io non racchiudo ma anch'io sono vita -che t'ha ossequiato persino- e per mia sventura a tuo capriccio assoggettata. Sarei rimasto per sempre tua ombra seguace lontano da premi o condizioni ma d'amarmi sei stato gretto. Padrone, mi lasci ma pensa... tra noi il bastardo... chi è?
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Anch'io ho un cane, da anni, numerosi, e ha sempre viaggiato in occasione delle vacanze. Non che gli importasse vedere nuove località!...tutto quel che chiede è rimanere con noi, la sua famiglia, dovunque si vada.

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (5)

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Perlanera17 aprile 2010

Se i dogs abbandonati fossero capaci di pensarla in questo modo molto "umanizzato", ci sarebbero meno abbandoni. "Purtroppo" sono creature che amano incondizionatamente e quando vengono abbandonati, credono di essere stati loro a sbagliare "perdendo" il loro amato "amico umano", che, credono, li ricambi dello stesso amore. Comunque, bella poesia che trasmette bene il senso di ribrezzo verso chi commette un'azione così esecrabile.

Anna Maria Scamarda17 aprile 2010

Una poesia che dovrebbe far riflettere molto sulla condizione sociale, dipendentemente da quella umana. Perché la società è creata dagli uomini, o tali dovrebbero esser degni di "nome". Ma non tutti, purtroppo lo sono. E, a differenza degli animali, paradossalmente, dotati di ragione. Ho perso da poco il mio più caro amico a 4 zampe. E ancora, la mia salute traballa per una dolorosa perdita così tanto grande e incolmabile per me. Ma anche se il mio, è stato un cane fortunato, per aver vissuto i suoi 10 anni in una famiglia che lo ha considerato e tenuto come un figlio, ciò non m'impedisce di soffrire atrocemente al pensiero di tante altre adorabili creature come lui, che subiscono, sorti assai diverse e obrobriosamente ingiuste.

You Don’t Know Me17 aprile 2010

mai... come dopo aver letto questa lirica fatta di parole forti... mi sono schifata di essere un umano...

Lucia Volpi20 aprile 2010

condivido il tuo pensiero che hai trasformato in una bella poesia, brava

TheSoundOfSilence29 maggio 2010

davvero ti faccio i miei complimenti, fa veramente riflettere, hai affrontato un tema importante con parole forti che arrivano al cuore... bellissima