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Introspezione 18 aprile 2010 · lettura 1 min · 3531 letture

La differenza

Amara 795 poesie pubblicate
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quando nessuno proprio nessuno può distrarre di un soffio o di un colore quel cigolare piatto di un giorno dei miei -e nemmeno le parole sanno farsi ancelle con mani piene d'oli pronte a massaggiarmi delicate il vuoto- sento tutto quello che non c'è e non mi capacito ancora di non poter più stringere quel che in fondo è lì così vicino a un breve gesto la stessa differenza fra il vivo e il morto puoi ancora toccarlo ma gelato non restituirà emozione che non sia il rimpianto di tutto quel calore adesso perso così sospiro su questa tomba viva e senza portare fiori al vaso trattengo il marmo rotto col filo del ferro arruginito...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (9)

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AlexMen18 aprile 2010

Confesso che in passato non ho mai compreso le tue poesie... quindi neppure commentate. Questa è veramente toccante... straordinaria a mio avviso ed è riuscita a toccare delle corde che non avrei mai pensato che una tua poesia riuscisse a fare. Questa volta devo davvero fare grandi complimenti all'autrice. !

Camilla Pasetto18 aprile 2010

la mia chiave di lettura per questa poesia, che apprezzo molto, è nel verso "sento tutto quello che non c'e'", che esprime il senso di vuoto che fa soffrire tanto piu' quanto piu' l'animo è sensibile.

Enrico Baiocchi18 aprile 2010

Una lastra di cristallo tra due cuori, vicini ma senza calore, l'amara consapevolezza di vivere un rapporto spento, ormai a pezzi tenuti insieme da un fil di ferro arrugginito. Bellissimi versi malinconici e coinvolgenti.

S
Sanzi18 aprile 2010

-sento tutto quello che non c'è...- -puoi ancora toccarlo, ma gelato...- posso sentire questa poesia, eccome; per me sono altre cose, cose mie, ma... se fosse quella la cosa più importante... quella cosa che... attende a una profondità sconcertante e temibile La poesia è scritta tutta in minuscolo perché è meno di una elegia, sono le parole ultime, le rimaste... quelle che stanno posate a terra e le trovi lì, a disegnare un superstite paesaggio (parlo per me, per te non mi permetterei) Bellissima, immensamente apprezzata

F
Fuori18 aprile 2010

Si spezzano in queste stanze gli stati d'animo di una ricerca di qualcosa di perduto. Un viaggio che si snoda nel freddo di qualcosa che si percepisce ma non si afferra, è scritta bene e lascia il gusto dei vuoti dell'esistenza.

M
Mau035819 aprile 2010

Amarissima e tristissima, ma bella. Dai anche l'impressione, mi pare, di riuscire ad aprirti un po' più del solito nel voler descrivere e partecipare agli altri il tuo presente pensiero e stato d'anima. E, come per solito data la tua classe, senza piangerti addosso e senza infingimenti. Posso dirti b r a v a?

T
Tonix2019 aprile 2010

versi sopraffini eleganti e scorrevoli. Piacevole la lettura che spazia tra attimi di certezza, rassegnazione e forse... speranza. L'immagine del filo di ferro arruginito irrompe a segnare "l'equilibrio instabile". Piaciutissima

T
Tonix2019 aprile 2010

versi sopraffini eleganti e scorrevoli. Piacevole la lettura che spazia tra attimi di certezza, rassegnazione e forse... speranza. L'immagine del filo di ferro arruginito irrompe a segnare "l'equilibrio instabile". Piaciutissima

Guevara19 aprile 2010

... non ti faccio i complimenti amica mia sarebbero inutili, già in tanti, giustamente, lo hanno fatto. So cosa provi, capisco quelle sensazioni che senti addosso... non c'è più tempo per un altro grande amore e quello che hai vissuto è ancora lì agonizzante sotto i tuoi occhi... troppo grande, troppo vero per accettarne la sua fine. Accetta il lutto, non soffermarti in inutili speranze... attraversa il dolore e prosegui. Un abbraccio forte.