Sembianze
Vado con parsimonia
mai oltre
se insiste la luce
affronto il mattino velato
tra gli aghi di pino
di voce ogni passo
ogni sillaba un canto
appeso alle corde d'un tralcio
di fiori
che dondola all'alito
l'omaggio ridente
o sbagliato
un misto gioviale
e lisciame dimentico
ragnatela di bosco
tra messi spontanee di edere
e rovi
di petali bianchi tra spine d'acacie
mi cerca
e s'accovaccia come un cane
nell'ombra di fiducia
al fischio d'un bisogno
acconsento al richiamo
dell'umida erba
che macchia
il mio incedere assorto
coltivo
il mio tempo
fragile e immatura
l'età del boccio
che in gola ha un profumo
nel petto l'ignoto colore
se piega la schiena
il fusto orgoglioso
lacrima ruvido
un silenzio di resina
eppure qui intorno
è eloquente
si sgrana la vita
nel presepio d'ambra
©
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Commenti (2)
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Salvatore Ferranti20 aprile 2010
Poesia delicatissima, che mi è rimasta nel cuore. introspezione e riflessione sulla vita e sul mondo, in versi che conquistano chi legge. e lo fanno con leggerezza, quasi sottovoce. Grande prova poetica. da applausi.
Paolo Eroli20 aprile 2010
ho letto immagini molto belle nei tuoi versi ed una intima ricerca di sensazioni vere... sicure... reali!

