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Marco Canonico Baca8175
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Perché il chiedere all'esistenza
d'anticiparmi il finale
non sia motivo di martirio
con dita di plastica
ho macinato il fegato
con serate affilate di buio
e pietrificato i polmoni
con la breccia che spaglia dai sentieri.
E' dove non c'è notte
che posso essere l'ombra della tristezza
tanto sottile da sembrare un inganno.
©
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (2)
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Saldan22 aprile 2010
Decisamente interessante questa poesia... verosimilmente diretta, con immagini evocative che creano nel lettore la sensazione di ritrovarsi nella riflessione introspettiva dell'autore... la chiusa è emblematica, poeticamente intensa e con parole cristalline e veritiere... complimenti, condivisa e sentita!
Silvia De Angelis25 luglio 2010
Raffinate e sottili considerazioni d'un autore che sempre conduce ad un riflettere profondo vicinissimo alla realtà... Lirica piaciutissima


