Sotto dolore illogico del poeta
Ripongo
Il pennello alla tela,
E ancora ritraggo
Questo riflesso distorto poetico.
Mi spingo
Nella danza interrotta degli attimi
Come un acrobata macabro
Perdo equilibrio
E cado nel cuore,
Scivolo negli atomi rossi
D'una visione assorta
Al sipario calato...
A un quadro bruciato...
Sorgo
Come angelo infetto
Nell'oblio cerebrale
Dello stesso scrittore.
Mentre vedo le stelle sdoppiarsi
Nella miopia del futuro
Imbratto la mia composizione di sangue.
©
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Commenti (2)
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Pino Penny16 giugno 2006
la riflessione che mi fai fare è la seguente:”fare arte scrivere, dipingere è espressione dei sentimenti dell'anima.a proposito mi piace l'espressionismo sia munc per es.sia polloc (espressionismo astratto) con simpatia
G
Grizzly17 giugno 2006
Come dimostra la tua bella poesia qui non servono pennelli se non s'intingono nel proprio sentire sviscerandone i colori del momento, gioiosi o dolorosi.
