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Impressioni 24 aprile 2010 · lettura 1 min · 3591 letture

Concerto dedicato

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Questa vita sovente mi sorprende e ancor più di me abusa mi prende e mi lascia mi assurge a dea poi mi mortifica mi colma il petto con profumi di selve e di mari che suggo avidamente poi, dimentica che esisto, mi priva dell'aria, avara, ritraendosi dalle mie dita chiuse nella stretta Vorrei renderla canto corale con ogni mio perché abitato da voci calde che in orgasmo si incontrano Comporrei un concerto di soliloqui sposi in afflato amoroso ...un'orchestra di archi e fiati a eseguire per lei una sonata che l'accompagni in perpetuo nella sua inafferrabilità E se governassi io la vita la trasporterei dove ogni solitudine desidera in tutte le altre annullarsi
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

L'immagine è un dipinto che mi è piaciuto tanto, per le figure femminili rappresentate in naturale armonia, le ho interpretate nella celebrazione della vita, "Concerto" di Felice Casorati, 1924

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (3)

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Doraforino25 aprile 2010

Versi di grande leggerezza, come un concerto delicato. Magari si potesse governare la vita come vorremmo realmente... allora, ci tocca sognare con un'orchestra di archi e fiati... fluttuando all'infinito. Gradita.

Rita Minniti25 aprile 2010

Poesia deliziosa e particolare nelle immagini dove, sebbene attraversata da una vena malinconica, il pensiero esposto attraverso il canto in esso racchiuso, diventa complice di questa vita che, pur sembrando che si prenda gioco di chi la abita, riesce nonostante tutto, a pensare di stemperare le ansie e i dolori, cambiandone il corso. Così come è scritto nei versi finali, laddove il desiderio di ogni solitudine, di ogni momento buio è quello di annullarsi se solo si potesse, in qualche modo, essere protagonisti per governare la vita.

Motolese Ciro9 novembre 2012

Non con l'ultima strofa. Una persona sola non vuole annullare la sua solitudine attraverso un'altra persona sola. Cerca entusiasmo non solitudini da consolare e attraverso cui consolarsi. Nessuno schifa un povero più di un altro povero. E' cosi che funziona Rita ma magari ho solo mal interpretato il senso dei versi finali divagando inopportunamente. .