Seme soffiato d'ogni
Sotto la luce bassa del mattino
l'orizzonte nel grigio sussurra
le sagome di avventura.
Una poi due
poi a contarle ancora.
Osservarle le guidi come toccarle.
Spiega l'estasi un'emozione
del mantello d'una statua
il vento spirito del mare.
Salpa.
E
regalare
del pane secco ai gabbiani scacciati
in singhiozzo canto lamento.
Lascio la parola
cordone ombelicale cima
sulla poppa di un peschereccio
con i contorni delle rocce.
Il ripiegarmi.
E spostarmi con raro senso d'abbandono
nella scia dell'elica
ad ali a galla.
Ne indosso impermeabile verso solitudine nudo
seme soffiato d'ogni.
Svolgermi fanga col suo arco
ma mai annoiarmi di palude pianto
o chissà cos'altro.
Finché.
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Commenti (2)
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M
Maria Francesca16 giugno 2006
.GUARDA CHI SI LEGGE DA QUESTE PARTI! tornando dal lavoro ho trovato qesti versi ai quali mi sono abbandonata molto volentieri.
S
Setanera16 giugno 2006
leggerti mi riempie sempre di gioia e il tuo scrivere sapiente mi ricorda giorni di poesia che sembrano ormai lontani...