Eccomi
eccomi oh cuore
quante tenebre vinte
e spasmi insidiosi,
eccomi oh cuore
quante strade sbagliate
per un tuo sussulto,
per farti gioire
per sentirsi vivi.
Non è che potresti
accontentarti? viver
solo di respiri e pace?
dovrei ringraziarti
o maledirti per tutto
questo vagare
eccomi oh cuore,
ho provato perfino
a starti lontana
gelida e inerme,
ma sai gridare e, come infante,
non posso che prendere
e cullarti, come madre
schiava di ogni tuo vizio.
Attenderò che tu cresca...
ma tu di me non potrai
fare a meno,
oh, mio eterno strazio.
©
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L'autore
Silvia Gotti
Sono di Prato nata nel 75 In questo mio breve viaggio tormentato lo scrivere mi ha sempre reso piu' serena,esprimere qualcosa di me che non tutti sanno cogliere.Mi piace tutto ciò che e' arte tutto quello che e' espressione di sè,per questo canto dipingo e sono stilista di professione.Se quel che scrivo vi suscita anch
Commenti (1)
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M
Maria Rosy26 aprile 2010
POesia stupenda. Chi non si è mai fermato a"sgridare"con materno calore il proprio cuore, ed è dura da far capire a qul muscolo le difficoltà che mente ha nel seguire quegli istinti che "lui"chiama amore Applauso veramente piaciuta