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Fantasia 4 maggio 2010 · lettura 3 min · 2231 letture

Poesia dell'amore che va

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Jack Pastore 240 poesie pubblicate
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A mezzogiorno attendo lei arriverà in ritardo puntuale e avrà il sorriso del chirurgo e scure lenti sopra gli occhi per difendersi dal sole dei miei A mezzogiorno guardo lei non voglio dire altro, perché non tutti sanno che basta solo questo, il resto me lo metto tra il monte fumaiolo e le tombe etrusche A mezzogiorno arriva lei a mezzogiorno e un quarto da dietro un pino col suo bisturi nella mano mi saluta sommessa io sono pronto per partire questo viaggio è lungo un pomeriggio intero il tempo che ci basta per non dirci abbastanza Lei è bella. Profuma di cocco americano e ha le mani del manichino se mi sdraio accanto divento un bambino mi scordo chi sono si rinnova il mistero di una dimensione folle. Lei si alza e va verso l'acqua Ha il passo del felino domestico e capelli di selvatica femmina si bagna come leonessa ma è gatta si pavoneggia con classe. Io la voglio così tanto che mi diverto anche nel dolore e quando dice che non faccio abbastanza non capisce la mia lingua o fa finta è cieca sorda paralizzata e come sempre si rifiuta (o sono io?) Il giorno dopo ritorna. Ma non c’è più tempo per parlare son finite le parole, si sono trasformate in tazzine da caffè senza fondo Ma io non posso insegnarle la metafisica lei non capisce il gioco in cui si trova lei si prende sul serio e non vede cosa ho in mano per paura di soffrire (di soffrire?) si accontenterà di un amore nano. Alle sei lei se ne va Ora che son solo, mi scatto fotografie per non dimenticarmi la faccia che avevo Alle sei se ne va come sempre a testa bassa pentita in partenza e in arrivo e per tutti i giorni che non ci sarò. Io si, sono forse presuntuoso ma non invento nulla ho visto tutto coi miei occhi ero lì, ero il super testimone. Alle sei lei se ne va una pioggia fine e bianca l'accompagna mentre attraversa il giardino come una lama luccicante. Io si, sono forse delirante dilettante, inconsistente amante ma non invento niente Ho visto tutto coi miei occhi i brividi tuoi addosso e pelle mia che più non tocchi
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Commenti (2)

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Omero Sala4 maggio 2010

Io, che trovo ridicolo l'entusiasmo facile di molti lettori di Scrivere, sono estasiato da questa poesia; io, che trovo sempre facilmente le parole, non trovo gli aggettivi giusti per magnificarla; io, che ormai ho la pelle coriacea per ragioni anagrafiche ed esistenziali, sento "la scossa" nel leggere questa nenia. Straordinaria.

Enio Orsuni4 maggio 2010

il pregio maggiore di questa stupenda poe è che non hai usato la parola amore nemmeno una volta. l'ho letta d'un fiato e mi è venuto il fiatone. vado a rileggerla con calma.