Poesia dell'amore che va
A mezzogiorno attendo lei
arriverà in ritardo puntuale e avrà il sorriso del chirurgo
e scure lenti sopra gli occhi per difendersi dal sole dei miei
A mezzogiorno guardo lei
non voglio dire altro, perché non tutti sanno
che basta solo questo, il resto me lo metto
tra il monte fumaiolo e le tombe etrusche
A mezzogiorno arriva lei
a mezzogiorno e un quarto da dietro un pino
col suo bisturi nella mano mi saluta sommessa
io sono pronto per partire
questo viaggio è lungo un pomeriggio intero
il tempo che ci basta per non dirci abbastanza
Lei è bella.
Profuma di cocco americano
e ha le mani del manichino
se mi sdraio accanto divento un bambino
mi scordo chi sono si rinnova il mistero
di una dimensione folle.
Lei si alza e va verso l'acqua
Ha il passo del felino domestico
e capelli di selvatica femmina
si bagna come leonessa ma è gatta
si pavoneggia con classe.
Io la voglio così tanto
che mi diverto anche nel dolore
e quando dice che non faccio abbastanza
non capisce la mia lingua o fa finta
è cieca sorda paralizzata
e come sempre si rifiuta (o sono io?)
Il giorno dopo ritorna.
Ma non c’è più tempo per parlare
son finite le parole, si sono trasformate
in tazzine da caffè senza fondo
Ma io non posso insegnarle la metafisica
lei non capisce il gioco in cui si trova
lei si prende sul serio
e non vede cosa ho in mano
per paura di soffrire (di soffrire?)
si accontenterà di un amore
nano.
Alle sei lei se ne va
Ora che son solo, mi scatto fotografie
per non dimenticarmi la faccia che avevo
Alle sei se ne va
come sempre a testa bassa
pentita in partenza e in arrivo
e per tutti i giorni che non ci sarò.
Io si, sono forse presuntuoso
ma non invento nulla
ho visto tutto coi miei occhi
ero lì, ero il super testimone.
Alle sei lei se ne va
una pioggia fine e bianca l'accompagna
mentre attraversa il giardino
come una lama luccicante.
Io si, sono forse delirante
dilettante, inconsistente amante
ma non invento niente
Ho visto tutto coi miei occhi
i brividi tuoi addosso
e pelle mia che più non tocchi
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Commenti (2)
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Omero Sala4 maggio 2010
Io, che trovo ridicolo l'entusiasmo facile di molti lettori di Scrivere, sono estasiato da questa poesia; io, che trovo sempre facilmente le parole, non trovo gli aggettivi giusti per magnificarla; io, che ormai ho la pelle coriacea per ragioni anagrafiche ed esistenziali, sento "la scossa" nel leggere questa nenia. Straordinaria.
Enio Orsuni4 maggio 2010
il pregio maggiore di questa stupenda poe è che non hai usato la parola amore nemmeno una volta. l'ho letta d'un fiato e mi è venuto il fiatone. vado a rileggerla con calma.

