La versione della notte di un violinista ai gamberi
Il mare articolato
verbalizza le strane circostanze della zattera.
Senza deriva, a dismisura il senso.
Al centro, il foglio della luna libera i pesci dalla presa.
Sono leggeri;
nel loro fondo, un nuotare illuso.
Anche il mare si perde,
trattenendo le parole
al filo e all'uomo;
perché in mare non si parla
e non si chiede troppo. Si disfa spesso l'onda.
Poi di colpo, quand'essa ferma,
un gomito e un suono.
Tra la costa e il largo
spesso accade l'orizzonte nuovo:
vedresti un'ansa, un archetto andiriviene
da una qualche insenatura con un violino tutto suo
è l'onda - esclama - è l'onda che riforma
tutte le sue le onde che lo increspano.
Perquote il foglio liquido un gambero irrisolto.
Incrostata alle rocce e ai dubbi
sta il peso della notte che addormenta incauti.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Splendido Leotta Michele7 maggio 2010
un sentire delizioso del senso della natura marina... grandissima prosa un abbraccio
