L'ispirazione

Quando scende la tristezza ed invade gli occhi
tu diventi quel cielo che alluviona la speranza,
e mentre gli aerei divorano chilometri,
noi evitiamo anche il più piccolo passo,
ma se potessi percorrerei questo
e molti altri cieli con te,
se potessi irromperei questo silenzio,
con il rumore assordante di quello che ho dentro,
di questo vederti nella testa,
di questo scoppiarmi nello stomaco,
di questo rimbombarmi nelle orecchie
senza voce,
io, che ti sento da qui in ogni parola,
anche se la tua voce non sfiora le mie orecchie,
riempi questo cielo che scansa ogni altra cosa
col risucchio di tutto tranne che di te.
Che venissi da me attraverso il mio cielo,
questo vorrei,
che sfiorassi l'intimo raggio del mio desiderio,
che sentissi il fuoco dei miei astri,
che assaporassi l'ansioso vento della passione,
questo vorrei,
e così l'ardore virile della sofferente attesa
effonderei nel mio cielo...
Vorrei poter scrivere d'altro,
ma quando le mie mani toccano questi tasti,
tu diventi quel raggio che prosciuga il mare
della mia ispirazione,
non riesco più a scivolare tra di essi
senza sfregarmi al tuo ricordo,
senza desiderare di prosciugarmi in te.
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L'autore
Clelia Ponticiello
Nasce a Napoli nel 1983, vive in un paese della provincia Sant'Antimo. Scrive poesie, racconti ed articoli di vario genere, che ha pubblicato su riviste e siti internet. Nel 2013 partecipa, pubblicando 9 delle sue poesie, alla collana "Viaggi Di Versi"- Nuovi poeti contemporanei, edita Pagine.
Commenti (1)
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Asociale9 maggio 2010
...quando l'assenza... affatica la mente e "prosciuga" i pensieri ... condivisa
