Silenzi

Quella brace che cova rovente,
a fatica, trattenuta e nascosta dal ventre
e quel fuoco che arde tra le cosce dischiuse
ti fa irti i capezzoli a inchiodare sfrontati
le tue voglie e gli istinti che urlano amore.
Le tumide lingue non sanno lenire l'arsura e le attese
di labbra fameliche ed arse,
dischiuse nel torvo graffiare dei sensi
e non bastano i fiotti lucenti e le bave,
che inondano e colano tra fessure e pertugi.
Nello spasmo finale, a purgare l'oscuro piacere,
si tendono impudiche all'aria
le lucide natiche dal solco insolente e dischiuso
mentre affonda sfacciata la spada rovente
a colmare di gemiti sordi ogni crudo silenzio...
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L'autore
Maurob
…Mi conosco e mi conoscono così, da quel mezzogiorno - suonavano le campane - di un lontano Novembre del ’49, in una viuzza del centro di Reggio (..Emilia). E da allora sono quì, trapiantato bambino a Forlì, cesenate adottivo da quasi 30 anni, ingegnere informatico per caso (IBM prima ed Electrolux poi), sedicente p
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