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Sociale 13 maggio 2010 · lettura 1 min · 3983 letture

Se una cicatrice

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Se le nuvole hanno odore di cemento Se il respiro racchiude il rap degli anziani nelle gabbie dei bambini Come leopardi da circo E graffiano i ruggiti Tanto ormai il sangue esce dalle narici Un altro pugno Scaraventa l'amore giù dal ponte Un altro calcio nello stomaco a vomitare il silenzio Se urli... donna capovolta Se piangi... bimba che sa il nome di ogni pistola Se odi... uomo che non ha avuto padre Se le nuvole cadranno Moriranno come pioggia che non si tocca Né caldo né freddo cielo Sul coltello nascosto nella tasca Come cicatrice nel pensiero Di sputi e... baci senza promessa nè sotterranea speranza.
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(oggi sul bus...)

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Giorgia Spurio
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Commenti (5)

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Moltitudine di solitudini, spersonalizzate, spersonalizzanti... Aridità e silenzio, occhi chiusi che non vogliono osservare l'altro e l'altrui terrore... Bambini guerrieri, che si devono difendere dalle violenze, anche in famiglia Donne atterrate, atterrite, che subiscono senza poter denunciare Ragazzi, ragazze armati... Violenza della mente, nella mente... tigri in gabbia... Sbranare, sbrananti, sbranato mondo, che si è cannibalizzato...

Salvatore Ferranti13 maggio 2010

questa poesia canta la vita... in un momento qualsiasi, in un giorno qualsiasi, e lo fa in una maniera molto originale. per questo è straordinaria...

Gabriele Tudisco13 maggio 2010

Era l'autobus di Scajola, cambia linea... Scherzo. Purtroppo è cosi, sono cicatrici stazionarie che portano ad un unico stazionamento quello della vergogna. L'importante è denunciarlo scrivendo delle frasi sconcertanti e dure come questo grandissimo articolo, se mi permetti, cronaca di poesia giornalistica. Cmq avrei chiamato il controllore. The only one.

Barbara Golini13 maggio 2010

è la durezza della vita, quella che si vede e vive spesso in cui ti senti disarmata e non puoi fare nulla nonostante tutti gli sforzi... quella che mi fa dire che il dolore non è e non può essere uno stato mentale soprattutto per chi ne è sopraffatto fin dalla nascita, come essere ottimisti se dalla nascita non hai conosciuto che pugni? bella, forse la più bella delle tue almeno per me e molto condivisa visto che spesso mi trovo in situazioni molto dure a causa del mio lavoro, e spesso sono sopraffatta dal dolore che mi trasmettono.

Giorgio Lavino13 maggio 2010

Versi che raccontano la miseria della violenza. Dell'amore scaraventato giù dal ponte da un pugno. Dei bimbi che sanno il nome di ogni pistola. Di uomini che non hanno avuto padri. Di ruggiti che graffiano e il sangue ormai esce a fiotti dalle narici. E' il racconto metropolitano con metafore che vanno al di là delle loro immagini e il messaggio amaro rimane appiccicato addosso a chi legge.