Se una cicatrice

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Moltitudine di solitudini, spersonalizzate, spersonalizzanti... Aridità e silenzio, occhi chiusi che non vogliono osservare l'altro e l'altrui terrore... Bambini guerrieri, che si devono difendere dalle violenze, anche in famiglia Donne atterrate, atterrite, che subiscono senza poter denunciare Ragazzi, ragazze armati... Violenza della mente, nella mente... tigri in gabbia... Sbranare, sbrananti, sbranato mondo, che si è cannibalizzato...
questa poesia canta la vita... in un momento qualsiasi, in un giorno qualsiasi, e lo fa in una maniera molto originale. per questo è straordinaria...
Era l'autobus di Scajola, cambia linea... Scherzo. Purtroppo è cosi, sono cicatrici stazionarie che portano ad un unico stazionamento quello della vergogna. L'importante è denunciarlo scrivendo delle frasi sconcertanti e dure come questo grandissimo articolo, se mi permetti, cronaca di poesia giornalistica. Cmq avrei chiamato il controllore. The only one.
è la durezza della vita, quella che si vede e vive spesso in cui ti senti disarmata e non puoi fare nulla nonostante tutti gli sforzi... quella che mi fa dire che il dolore non è e non può essere uno stato mentale soprattutto per chi ne è sopraffatto fin dalla nascita, come essere ottimisti se dalla nascita non hai conosciuto che pugni? bella, forse la più bella delle tue almeno per me e molto condivisa visto che spesso mi trovo in situazioni molto dure a causa del mio lavoro, e spesso sono sopraffatta dal dolore che mi trasmettono.
Versi che raccontano la miseria della violenza. Dell'amore scaraventato giù dal ponte da un pugno. Dei bimbi che sanno il nome di ogni pistola. Di uomini che non hanno avuto padri. Di ruggiti che graffiano e il sangue ormai esce a fiotti dalle narici. E' il racconto metropolitano con metafore che vanno al di là delle loro immagini e il messaggio amaro rimane appiccicato addosso a chi legge.





