Il quadro
Erano cori di voci lontane
di violini il ricamo di note
di emozioni appoggiate sul cuore
erano giorni sospesi su un sogno
colori sgargianti ad impregnar la tela
un pennello nelle mani del destino
mosso a creare il quadro della vita
sulla parete vuota dei miei giorni
piantai l'ultimo chiodo
l'ultimo appiglio
poi mi sedetti sulla panchina dei ricordi
ed aspettai che il destino completasse l'opera.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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G
Giuseppe Zingale15 maggio 2010
E' il perenne rincorrersi dei giorni che non hanno né nome né eco. Il sottile avvolgersi di una matassa che non trova il suo bandolo. Pochi evanescenti ricordi ti sfioriranno il cuore mentre fuori una tempesta trascina le nostre prigioni. Molto sentita e conservata.
