L'urlo: ricordi e speranza

Fu freddo improvviso,
pace senza tempo,
quiete senza danno,
erano solo giorni d'oro.
Leggero scorre il pensiero
ed i ricordi inebriano
di luce gli anni che furono.
Amor mio non c'è più quiete
questo sole sfinisce,
la sua luce inebria la mente
e abbatte il nostro cuore.
Non c'è più nessuno che regge
il peso di questo essere,
sfiancato rimane il nostro vivere.
Ascoltavo il suono della chitarra,
piegavo le corde della mia dolce fata.
Leggevo la viva anima nell'ombra
e tutto era come dolce melodia,
le sue note trovavano piano la riga
e la pioggia nel suo scrosciare diveniva,
nell'infinito rimurginare, semplice musica.
Sono qui in quello che è passato
ma non ho ancora smesso di alzare il capo,
verso questo cielo tra le nubbi e dio.
Non ho ancora smesso di volgere un sospiro
a chi mi ha parlato in un apparente silenzio,
fratello e padre mio il vostro abbraccio,
in voi le speranze dell'umile vita senza senso.
©
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