Poeta

Giurasti un giorno
di non inforcar
più penna
di non buttare il sangue
in altro nero sangue.
Negasti a te stesso
la gioia del fluir
in letti sconosciuti
su imbiancate foglie.
Turasti il cuore tuo
che divenne sordo
al LA di colei
che ispira al canto.
Musa pianse
il vibrante suono tuo
che accordi nuovi diede
ai muti innamorati.
Punisti te stesso
e chi
godette i sogni accesi
e vellutati incanti.
Ma il sangue
grida al sangue
di negra linfa che
in vena e pena
mena il cuore tuo.
Chiediti perdono
non spergiurar lo giuro
rialza nuovo il capo tuo
al coronato alloro.
E' il tempo
di rimediar all'omocida mano
di risuscitar in te
le nobili certezze.
Amico mio
ti ammiro e stimo.
Altro non potrei dirti
per risvegliarti il senno.
Smettere mai non devi
di regalar alla noia
i versi più calzanti
della nostra storia.
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