Sintomi
Nando Caturano
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Non lontano ombreggia l'autunno
su giallognole fasciature appenniniche
avvertito da scrosci di notturna malinconia
mentre questa viscida estate senza storia
mi sfugge nel grigiore.
Il tabacco nei campi, fitti punti esclamativi,
e questo fervido fraseggiare di ventosi olmi
testimoniano avventi di grigi tepori
che stordiscono la mia giovinezza.
Non sono più rimedi solutori
i profondi respiri o uno scrollar di testa,
sclerotizza tanto precocemente il mio presente?
Però c'è un ammiccar di fronde laggiù
e son numerose e son verdi: fitti
ripari d'uccelli ancora estivi.
perché allora obsoleto appare il mio fervore?
Chiudi le imposte e dormi, dormi
non è il tuo autunno che echeggia la fuori
anzi, appena qui, sarà la nostra primavera.
©
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L'autore
Nando Caturano
L’artista? Chi è? Un professionista dell’arte? colui che rende riconoscibili i propri pensieri a chi possa esprimere un giudizio? O è piuttosto l’uomo della strada? il quale inavvertitamente viene investito da flash, squarci su di se e sul mondo, che poi gli sfuggono perdendosi nella routine quotidiana? Io mi
Commenti (1)
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Mario Bugli17 maggio 2010
Notevole è la capacità descrittiva in questa bella poesia, dove il paesaggio autunnale con i grigi tepori s'interseca con un certo disagio esistenziale... e l'ultima intensa strofa, ne completa il senso profondo... molto apprezzata

