Sigillo sulle Acque

Sigillo, che vai sulle acque e vaghi
per le caverne psicosomatiche
di un Sole tentacolare,
ascolta questo flauto morente, e nel ghiaccio occulto
del tramonto la nota imperiale che ci inonda di pioggia.
Sigillo, l'acqua scorre: non fermarti
nel pantano circolare del già visto,
va' lontano, sii seme che feconda gli uteri
dentro crani di sterco.
Sigillo nato da germogli di brame alla china
e da caramelle di melma imperlate di loto,
diventa carne molteplice infrangendo
barriere di spazio- tempo,
vai oltre la carne oltre la mente oltre lo spirito,
oltre la foresta indifferente degli umani occhi.
Diventa l'oltre- sinapsi
sui neuroni prosperanti in mezzo la selva
dei peli pubici che intessono il ventre della femmina
chiamata Libertà.
Corri sulle acque della Disperazione, Sigillo,
affonda e poi riemergi.
E poi corri ancora, o risorto, più forte e capiente di brama.
Corri navigando e naviga correndo, Sigillo,
quando l'impotenza abbraccia l'insoddisfazione
e l'insoddisfazione strozza l'impotenza.
Va' Sigillo, va,
continua a vagare nel panta rei dei vuoti siderali,
finché la mia mano ed il mio occhio
non saranno l'Uno immenso,
congiunti nelle nozze dell'immenso Vuoto.
©
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L'autore
Pan23
Credo nella forza e nel valore dell'Individuo, unico nella sua autodeterminazione. Io sono Colui che è. Un Individuo, non una categoria. Sono Legge e Stato di Me Stesso.
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