La voce del cuore sul davanzale
Manuela Bonanno
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Ripensando a noi,
a come eravamo, a quel che facevamo,
mi domando:
- ma davvero ci amavamo?
Era Amore quel non sentire il batticuore?
Era Amore quel rincorrersi senza mai cadere?
Era Amore quello sfiorarsi senza farsi toccare?
Semmai era una candela spenta!
Una canzone stonata...
Una ciambella non riuscita!
Questo eravamo noi...-
Eppure io a quell'amore ci credevo davvero e mi
ci arrampicavo come fa uno scoiattolo che
attraverso i rami vorrebbe arrivare fino al cielo.
Diverse stagioni sono passate.
Trascorso è l'inverno, consumata è la primavera,
è quasi estate e fra i petali di un geranio in fiore
rivivo la gioia di un rinnovato colore
ma, d'improvviso, vengo distratta dalla voce del cuore
che una sera, guardando quei fiori sul davanzale,
piange e dice:
-Siete sopravvissuti miei cari fiori
alle mille tempeste di gioie e dolori,
siete ancora qui come ieri, ma lui non c'è più,
se n'è andato, cieco e sordo,
non è più tornato ed io quanto l'ho aspettato,
sono ancora qui nell'attesa
di quella carezza che consola proprio come l'acqua fresca
che porto alle vostre radici che dissetandovi vi ristora.-
Questo il cuore dice a bassa voce quando la città
dorme, tutto tace ed è ormai spenta la luce
E mentre una lacrima si abbandona sul cuscino,
apro gli occhi, guardo l'orologio, accenno un sorriso
ed eccomi pronta a vivere un altro mattino.
©
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Manuela Bonanno
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