Sconforto
L Falchero
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Ci sono giorni in cui
lo spirito non trova modo di risollevarsi
Le forze scemano inesorabilmente
e un ansia fitta si diffonde tutt'intorno
La mano non riesce a stringere
le redini di noi stessi né alcun altro appiglio
Non ci confortano le parole amiche
né le giovani ciliegie ancora acerbe
inneggianti alla vita
La mente è flebile e impotente
di fronte a questa paralisi d'anima
che si scioglie soltanto in lacrime scomposte
senza un mittente e senza meta
Dov'è quel raggio vitale di natura incerta
che accende di gioia l'esistenza?
Non sempre nasce dentro noi,
a volte qualcun altro è suo custode
Non sempre è facile
e a comando la felicità...
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L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
Commenti (2)
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Omero Sala23 maggio 2010
Il verso "nè le giovani ciliegie ancora acerbe" salva tutta la poesia.
Azar Rudif26 maggio 2010
Versi che ben rendono le immagini di un momento di sconforto, ma non è condivisibile il contenuto della penultima strofa. Tutto ciò che siamo è dentrodi noi e nessuno ha le chiavi. Non abbiamo carcerieri se non noi stessi


