L'impiccato

nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (2)
Resta un grido strozzato che non maledice più. Gentile, quasi impalpabile, carezza di un violino dalle corde spezzate. Perdona l'indifferenza e prova pietà per chi è rimasto "indietro". Serve coraggio, tanto, per saltare nel buio. E là dove si va, forse anche il tempo si riposa ed i fallimenti altro non sono che figurine in un album ingiallito... Bel testo.
Non potevi scegliere canzone migliore forse per accompagnare questa tua poesia che è meravigliosa, sembrano veramente le parole di Ian, a cui penso tu ti sia ispirato/a. Dubito anche io che quell'impiccato venga facilmente dimenticato, anzi... I miei complimenti, inchino...
