Trapassando una sera
Da questa terrazza
maestra di ogni tempo
di ogni sofista sciocchezza
mia credenza
trapasso il vecchiume di questo meriggio
con sguardo inginocchiato a perdermi in vertigine
a perdermi nello scroscio della meccanica natura
mi diletto per le strade
corridoi ideali per condurmi alla deriva
scompigliate crine della terra
e scopro i tesori nei forzieri della tristezza
un uomo si asciuga dall'immortalità
l'avvenire latente pare armonia di cellule
ma è estetica digressione in scorciatoie inseguita
rigurgito biblico per disfarci della nostra presenza
l'intensità dei colori si disgrega nel fumo
nell'intervallo di un digiuno luminoso
e ricorda un amore scritto di getto
virgole di noia per ritrovar chimere
la vita è oziare sui chiodi della morte
chiedere ossigeno alla bocca fucina
e non so pensarmi graziare un errore in sfortuna
non so immaginare il volto mio acerbo ramificare una lacrima
Il giorno si fa stuoia sui marciapiedi rosseggianti
che l'amaro del sole impone nelle sue forme
l'equivoco del mio urlo è una nota siderea
non più assordante di un frammento poetico
lasciatemi annegare nel calice di questa sera
se l'amore è una torbida liturgia blasfema
le viscere del romanticismo emergeranno
dalla gola di questa notte resa umana
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Sincity
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Elisabetta Maltese13 giugno 2010
Credo, e parlo per me, che tu vada letto più volte. Ogni verso ha un suo senso e per questo necessita di concentrazione: ne hai di cose da dire! Alla prima lettura posso dirti, a caldo, che trovo i versi musicalissimi e le tue immagini estremamente eleganti e legate fra loro da una coerenza di pensiero che impone riflessione. Ripasserò.

