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Sociale 27 maggio 2010 · lettura 2 min · 984 letture

Speranza

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Serenè 35 poesie pubblicate
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Sono passata fra le rovine di una città dopo il terremoto. Ho trovato cumuli di pietre fumanti di polvere, ho udito urla di volti con occhi bucati. Lamenti flebili, stremati stanchi. Nomi invocati. Una ninna nanna cantava leggera. Ho veduto volti, inespressivi come maschere, devastati dal pianto. Occhi sorpresi, increduli, bocche di pagliaccio triste. Ho sentito in gola il sapore pastoso di polvere bianca, soffocarmi. Ho percepito quello salato delle lacrime di giovani madri. Quello amaro di pianti ormai secchi, di poveri vecchi. E l'ho trovata, la morte. Era negli occhi di un bambino, dopo avergli strappato, la madre e i fratelli, proprio lì, si era rintanata, come una bestia che si riposa, guardinga, dopo aver divorato il suo pasto. L'ho vista! col suo ghigno inumano, agghiacciante! far capolino dalla dolcezza di quegli occhi neri, mandarmi bagliori di fiamma. Io non ho abbassato lo sguardo, anzi, con il mio l'ho sfidata. Lei lo sa che io non la temo, che paura non ho. Allora un odio furioso è salito, fino alle iridi mie neutralizzando quel perfido fuoco. E mentre gli occhi miei duellavan con lei, ho sentito un vagito di bimbo, annunciarsi nell'aria, che ha sottratto improvviso il mio sguardo, da scintille di morte assassine, a sorgente di luce, nascente, leggera più lieve. ed allora un calore inebriante il mio corpo, intero ha pervaso spingendolo subito, in corsa fulminea, da lì a poco più avanti, dove gioiosa, con pelle di rosa l'attendeva con stupore la Vita!
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L'autore
Serenè

Mi chiamo Serenella Menichetti, in questo sito scrivo con lo pseudonimo di Diliana. Sono nata a Cascina (PISA) il 17/02/1950. Ho cominciato ad entrare in contatto con la poesia, molto presto. Racconta mia madre, che riuscivo ad addormentarmi, solamente se qualcuno declamava una poesia. Ho cominciato a scrivere se

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