Solitudini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
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Il tempo come pietra che morde e le foglie che fan rumore, non sono silenziose il loro cadere è un dolore che si fa sentire. Lo sguardo, seppur paragonato alla caducità, rimane primaverile, se si volta indietro rinverdisce, anche se le cose non sono come prima, molto è cambiato nel sentire di quel cuore solitario e ancora il tempo protagonista che sembra addensarsi di oscurità nel suo trascorrere. Intensa l'immagine dello sguardo dell'uomo che diviene rapace, che vuole impossessarsi di nuovo e ancora dei ricordi, senza essere mai sazio di quelli che sono ormai brandelli e ancora la luce che rende il tutto familiare e ora le foglie non rumoreggiano, son liete alle carezze del vento. Meravigliosa poesia. Complimenti a questo autore
Nella realtà dell'oggi sono cambiate molte cose e se si desidera rivivere gioiosi attimi del passato, bisogna anche usare parole diverse... quelle di allora, che solo di notte sembrano riacquistare il loro fascino e usuale aspetto... così l'ho sentita... Lirica piaciutissima, molto apprezzata
semplicemente pura elevata poesia, l'uomo la mente nei suoi ricordi, magnifica poesia, magistrale stesura complimenti Franceco, versi e contenuto apprezzatissimo
L'uomo vive di ricordi. Bellissima riflessione, giusto l'abbinamento notte- ricordi poiché durante essa che i ricordi appaioni più nitidi e pieni di particolari. Molto apprezzata.



