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Riflessioni 26 maggio 2010 · lettura 1 min · 2048 letture

Solitudini

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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La pietra del tempo morde i passi che s'allentano col rumore delle foglie che cadono dagli alberi. Verde lo sguardo si volge all'indietro, ma gli alberi hanno nomi diversi, e diversi sono i rami, e le foglie ci somigliano la notte, quando la luce cede il passo al tempo. L'uomo guarda dentro la notte, come notturno rapace di ricordi, chiama il nome degli alberi, e quello dei rami, tende la mano, con un brivido di luce, alle foglie che vanno nel vento.
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (4)

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Raggioluminoso26 maggio 2010

Il tempo come pietra che morde e le foglie che fan rumore, non sono silenziose il loro cadere è un dolore che si fa sentire. Lo sguardo, seppur paragonato alla caducità, rimane primaverile, se si volta indietro rinverdisce, anche se le cose non sono come prima, molto è cambiato nel sentire di quel cuore solitario e ancora il tempo protagonista che sembra addensarsi di oscurità nel suo trascorrere. Intensa l'immagine dello sguardo dell'uomo che diviene rapace, che vuole impossessarsi di nuovo e ancora dei ricordi, senza essere mai sazio di quelli che sono ormai brandelli e ancora la luce che rende il tutto familiare e ora le foglie non rumoreggiano, son liete alle carezze del vento. Meravigliosa poesia. Complimenti a questo autore

Silvia De Angelis26 maggio 2010

Nella realtà dell'oggi sono cambiate molte cose e se si desidera rivivere gioiosi attimi del passato, bisogna anche usare parole diverse... quelle di allora, che solo di notte sembrano riacquistare il loro fascino e usuale aspetto... così l'ho sentita... Lirica piaciutissima, molto apprezzata

Giovanna De Santis26 maggio 2010

semplicemente pura elevata poesia, l'uomo la mente nei suoi ricordi, magnifica poesia, magistrale stesura complimenti Franceco, versi e contenuto apprezzatissimo

Calogero Pettineo27 maggio 2010

L'uomo vive di ricordi. Bellissima riflessione, giusto l'abbinamento notte- ricordi poiché durante essa che i ricordi appaioni più nitidi e pieni di particolari. Molto apprezzata.