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Introspezione 31 maggio 2010 · lettura 1 min · 1299 letture

Anima persa

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Opprime sulle spalle il peso di stagioni andate tra rovine di sentimenti e slanci. Di un ingranaggio preda m'appresso al capolinea, colmo di macerie spossato sotto il peso. Mi trovo sconcertato cosciente ed impotente e di futuro assente per aver sprecato il tempo, ed aver rincorso il niente. Avanzo nel tramonto dove cola il sole che inghiotte vita e luce, e porto in quel tormento di quest'anima il lamento... ...inquieta, persa.
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Commenti (6)

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Kiaraluna31 maggio 2010

Il peso delle stagioni non è dato dal numero ma dalla loro gravosità,la fatica di vivere sempre controvento. Una lirica davvero profonda, apprezzata molto.

Raggioluminoso31 maggio 2010

Man mano che il tempo passa, volgiamo uno sguardo a ciò che è stato, capiamo che molte cose che avrenmmo voluto non si sono relaizzate e svariati sono i motivi che comuque dipendono dalle nostre scelte. Spesso ci si rattrista e il peso davvero sembra insopportabile. Inoltre sembra che nulla ci sia più da fare, poiché gran parte del tempo è stato "sprecato", ma se guardassimo alle cose positive che ci sono capitate, forse una piccola luce di incoraggiamento si potrebbe accendre. Una lirica molto sentita e condivisa. Apprezzatissima!

mario calzolaro1 giugno 2010

Molto profonda... quanto la notevolissima sensibilità dell'Autore!

Non è del corpo, il peso che ci opprime, ma di quell'anima che ancora si tormenta, per il tempo sprecato a rincorrere illusioni che sono sfumate come nebbia al sole... La ragione non ci viene in aiuto, consepevole di non avere abbastanza futuro per ricucire gli strappi, così entrambe devono rassegnarsi al tramonto, ultimo fuoco prima del buio eterno.

S
Silvia Cingolani3 giugno 2010

Caro asociale, anche se forse non ti frega niente di quello che ti scrivo (però mi piace il tuo essere a volte così scorbutico, ti volevo dire che questa poesia mi ha molto commosso... non so bene il perchè...forse perché anche io, anche se ho "solo" 35 anni, a volte ho l'impressione di correre incontro al niente, però sono convinta che poi la nostra anima alla fine avrà la sua rivincita... non so come ma so il perchè...oddio che discorso complicato... cmq ti ringrazio veramente.

Daniela Ferraro24 giugno 2010

E' duro appressarsi al capolinea con le mani vuote... hai reso perfettamente l'idea e... lo sconforto della stessa. Duro e triste... unica consolazione...è che a quel capolinea saremo in tanti a " mani asciutte".