Pece
Buio nero appiccicoso come pece,
mi sovrasta, mi circonda, assorbe
tutta la mia luce, mi annichilisce.
Brandelli di vita cadono tra le
spire fetide del dolore, nutrendo
putridi vermi della collera.
Soffocare nella morsa annaspando,
nell'oleoso lerciume della rabbia,
cercando di scappare dalla stretta
mortale della depressione.
Gorghi infiniti di limacciose acque,
mani che imbrigliano i miei pensieri
rendendomi schiavo della follia,
nulla nella mente, vuoto assoluto,
dolore lancinante, animo in
subbuglio, disperato, incubi di
morte lacerano lo spirito mio.
Attendo impietrito l'arrivo della
luce accecante, che possa disperdere
l'ombra della morte spirituale, donando
al fine la pace alle stanche menti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Giancarlo D’Ortenzi
Sono nato 55 anni fa a Vterbo, da sempre una grande predisposizione ed un grande piacere nello scrivere, ma solo da poco tempo ho iniziato a mettere ordinatamente nero su bianco i pensieri che affollano il cuore e la mente. Sposato dal 1981 anni, due figli ed un nipote. Ho una poliedricità d'interessi, amo, oltre allo
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!