L' Orizzonte che non c'è
Sguardo infinito che mai toccherà,
della vita l'invisibile confine,
privato da sempre, di longeva felicità.
All'improvviso in un istante,
tutto è per me, divenuto distante,
adesso è pura realtà,
quel che la gente, dall'altro volge lo sguardo
con indifferenza o con pietà,
spesso per crudeltà.
Si nasce, ci si diventa, ci si muore,
difficile è crescerci, abituarsi, a non avere diritto
con la vita, a toccare l'orizzonte.
Dall'utero di tua madre, tu vedi la luce,
ma non l'orizzonte della tua vita.
E' tua, ne devi fare tesoro,
lottare per essa, attento però,
che per tutti non è la stessa.
In carrozzella ti eri abituato,
da bambino ci dormivi beato.
Progetti di vita,
da te ideati e creati,
precocemente rubati,
uno dietro l'altro,
fino a raggiungere l'orizzonte,
che mai per te,
ci sarà.
Il tempo fermatisi bruscamente,
ti ritrova ancora in carrozzina,
una realtà che rifiuti violentemente,
non poter correre, ballare, vivere
regolarmente.
Il tuo sguardo in alto volgi,
nonostante tutto, di me t'accorgi,
ti senti amato e di fede ricaricato,
solo oggi capisci,
la vita che ti ho donato.
La vita ha l'orizzonte che tu vedi,
ma non ha quel che tu vuoi vedere.
Io ti amo e ti donai la vita,
tu rendila preziosa, per me
nutrila con il mio amore,
traccia di essa il solco che vuoi,
e seguimi con la fede,
fino all'orizzonte che non c'è.
©
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L'autore
wolfonyx
Antonio de Lieto Vollaro, di nobili origini, nasce a Catania nel 1958, dove vive con la moglie e tre figli. Poliedrico si caratterizza per le molteplici passioni che vanno dalla pratica sportiva (sci alpino, nuoto, judo, pallavolo, equitazione, pattinaggio sul ghiaccio e sub) all’interesse per le prime trasmissioni rad
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