Parole e fango
Stefano Sivo
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Il cemento
rinsalda le ombre
le sfoglio
come petali stesi
tra bianchi di Dante
e mi urto le dita
di calce
e spine acerbe
Non stimolarmi i denti
solo impastano sillabe
artigliate al palato
nelle viscere
non v'è fiato
che le traghetti all'imbocco
restano sul fondo
a macerare
un intruglio verbale
in assenza
di consona forma
abbozzo solo insulsi versi
che instillano linfa al poeta
ma per l'uomo
sono paglia e fango
in architravi di silenzi
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L'autore
Stefano Sivo
Commenti (2)
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Maria Assunta Mongiardo4 giugno 2010
Per me sono versi stupendi e non insulsi, come tu dici nella bellissima chiusa. C'è un fondo di amarezza e disillusione, ma è una poesia che arriva dritta al cuore. E' vero, comunque, che a noi poeti i nostri versi instillano linfa, ma per gli altri sono parole senza senso: "paglia e fieno in architravi di silenzio". Bravo davvero!
Daniela Ferraro17 giugno 2010
I versi, "linfa al poeta", possono apparire "insulsi" a chi non ha la sensibilità e la propensione d'animo per capirli ed apprezzarli. Ma noi scriviamo lo stesso e, chissà...dal silenzio che ci circonda potrà nascere un giorno una lacrima, un sorriso...


