Il mio mondo

Un giorno lontano,
una zingara mi lesse la mano,
mi prospetto amori, tormenti,
mi parlò del lavoro
e del mio futuro incerto.
Mi raccontò del mio mondo
di quello parallelo
dove amavo rinchiudermi,
di quella dimensione
dove aleggiavano- fate e fantasmi-
dove cullavo -sogni ed incubi -
Quelle parole, come cantilene,
rimbalzavano nella mente
e quando tutto ormai
sembrava dimenticato
ancora lei,
la donna dalla pelle bruna,
scrutò un'ultima volta
nelle rughe del mio palmo.
Solo allora mi spiegò
che quel mondo
- si chiamava poesia-
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Commenti (2)
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Antonella Borghini Anto Bee3 giugno 2010
ed è un bel mondo dove i tuoi pensieri meritano di essere letti. Riflessione molto apprezzata.
Mario Bugli3 giugno 2010
E' si, è proprio la poesia quel mondo parallelo dove si possono cullare i sogni, dove aleggiano spiriti e sentimenti, e lei, la donna dalla pelle bruna, forse ne rappresentava la parte più affascinante e misteriosa... bello il tuo mondo che mi sento di condividere... in fin dei conti qui... siamo tutti "poeti"


