Vane promesse di libertà
poetapercaso
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Con navi d'acero
ho solcato mari di silicio
ho cavalcato onde di quanti
ho toccato spiagge dorate
da microprocessori potenti.
Su isole lussureggianti
generate su roventi processi
di schede jforce
scorrono fiumi di numeri binari.
navigando ho conosciuto
cibernetiche civiltà
raccolte in metropoli antropomorfe
dove umanoidi stereotipati
decodificano rappresentazioni
grafiche di un io riflesso.
Tra le piazze della community
uomini e donne dietro finestre accese
simulano amplessi,
anime senza corpo si possiedono
in un orgia di emozioni
angeliche vittime
di demoni carnefici
si bramano,
tra antichi istinti accesi
placati in moderni saba asettici
in una giostra infernale,
tra pareti insanguinate
del medesimo corpo ferito.
In un ipnosi collettiva
il corpo apparentemente statico
si scinde dalla mente
nel turbine dello spazio virtuale
danzano danze sfrenate
nell'assenza di inibizioni
e alterata coscienza,
copiose emozioni
lasciano sfuggire
solitaria goccia
che scivola lungo
il corpo in balia d'umori
che bagnano.
Vane promesse di libertà
incatenano uomini soli
in mondi paralleli
da scissa realtà.
Improvviso fragore della luna
che infrange sogni
tra scogli e banchisa
dell'estrema costa
mi sveglia in un sussulto
dal torpore,
la nave è persa,
la mia anima ritrovata
ma in fiamme,
mi getto in mare,
guadagno la riva
mentre ciò che resta
delle spoglie si perde
alla deriva.
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L'autore
poetapercaso
Commenti (1)
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Lina Sirianni9 giugno 2010
Un viaggio virtuale tra file e processori... Molto fantasiosa e con una strofa che condivido in toto "Vane promesse di libertà incatenano uomini soli in mondi paralleli da scissa realtà."...

