Esuberanza giovanile
Aldo Aprile
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Canticchiando una canzone
vò a cercar la mia passione;
dolce, bella, accalorata
lesta al mare l'ho trovata.
Fu il giorno di calura
a portar la creatura
fu un amico assai sagace
che sa quello che mi piace.
Così un giorno di mattina
mi presenta la gattina
e correndo a più non posso
ci tuffiam nel mare mosso.
Quando alfin ci siam stancati
a mangiare siamo andati;
è un pasto turbolento
per lo chef è un tormento.
Risa, urli, un parapiglia
sguardi tesi a meraviglia
sulla mosca ritrovata
proprio in mezzo alla frittata.
Lui attira l'attenzione
raggiungendo lo sciacquone
per uscirne, lestofante,
con un viso vomitante.
Per la gioia dei signori
ce ne andiamo tutti fuori
con in testa il gran pallino
di trovar da far casino.
Pomeriggio assai fruttuoso
è davvero un gran riposo:
Lei mi urla: ho mal di pancia!
Per un bacio nella guancia?
Enzo corre in farmacia
prende un "Cave" checchessia
lo consegna all'ammalata
ed è presto sistemata.
Rimettendo andate tosto
tutti i letti al loro posto
per far si che l'inquilino
non s'accorga del casino.
Poi in strada ce ne andiamo
ed al teatro lieti entriamo;
ma, ahimè, siam sfortunati
presto fuori ci han cacciati.
Si può dir della giornata
che è un peccato sia passata
pochi istanti ma felici
vi ricordo a tutti cari amici!
Se qualcun ora è triste
non ha senso, non esiste;
rimettendo andate tosto
ogni letto – pardon! –
ogni cosa al proprio posto.
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Aldo Aprile
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