Spirito nomade
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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La terra mia
quale sia mi chiedo...
la cerco tra le pagine
già scorse dei miei anni
Dovrei trovare
natural conforto
sul suolo natio
dove trascorsi infanzia
ed età di fresca foglia
Che felice sponda!
del Dio del fuoco
immersa nel soffio
e dal tridente di Nettuno
difesa contro le scorrerie
di mori arsi dal sale
Ma stretto è il confine
intorno a tale lembo
di sopravvivenza
e svincoli cerco
da radici di carta
Solo nomade sui miei passi
realizzo libertà
da sempre attese
sotto gli strati della mia ragione
Girovaga mai sazia
di scoperte e incontri
e spiagge e cieli nuovi
non riconosco
intralcio di frontiera
raggiro ogni pretesa
di legami
da ogni molo ancora
tiro a me gli ormeggi
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Raggioluminoso6 giugno 2010
In un mondo in cui i confini sono sempre più labili, quando non si ha una appartenenza "stretta" il cuore diviene nomade e tutto alla fine, riconduce al pianeta terra. Molto piaciuta questa descrizione di uno spirito nomade che si sente di appartenere al mondo!

