Impressioni
5 giugno 2010
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Prima di uscire
prima di uscire
si fermò puntiglioso
sul sapere divino
poi guardò le sue mani come un vizio
non certo caste di femmine mendicate
e ciò che giaceva sotto le sue unghie
un tozzo di pane, follia lievitata
un pezzo di terra, sepolta giovinezza
un immagine celestiale, ricordi blasfemi
un pezzo di specchio, saper di sapersi
un pezzo di tranello, trappole vitali
un bacio di donna, mancato desiderio
un amico eremita, sognata solitudine
un ciglio stradale, occhi chiusi all'orizzonte
una foglia di tè, sorseggiate ore
un pezzo di uomo, il nulla d'essere
poi tremando si allontanò
verso i timpani del giorno che non ode
e io penso a lui che pensa
a dio che lavora sulle cime taglienti
quando l'aria è il presagio per ardere in silenzio
e pensa
alle labbra spiegate ai baci ignoranti
alle nuvole incollate alle sponde del cielo
alle donne che profumano di nostalgica vicinanza
alla polvere che riposa tra le braccia di una canzone
e sente
farfalle crepuscolari volare in oblio
il miracolo di una madre spingersi in pazienza
ai fremiti che oscillano dalle corde di una lira
a una patria straniera che non conosce tormento
e torna
rimirando sul sapere divino
mentre le luci maturano inespresse
nelle finestre, nelle domande che son volti perseguitati
e quel buio che curva nella gola del camino
è un intreccio di sporco e fede
che brucia come un eco remoto
e s'adagia sulle ombre che perdono la vita
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