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Riflessioni 7 giugno 2010 · lettura 1 min · 1245 letture

Sonetto del disgraziato

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workinprogress 10 poesie pubblicate
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Non avevo che avanzare da solo per quelle strade appannate di noia, navigare nel canale di scolo fingendo bene un sorriso di gioia. Mi sentivo come fossi a Venezia, un gondoliere che porta la sporta alla già vecchia megera Lucrezia che pe' 'l canal vuole sempre la scorta. Talvolta mi sentii come Caronte che traghetta gli invisibili morti per il fiume infernale, Acheronte; così raggiunsi indicibili porti e scoprii che non si torna alla fonte ma alle fogne con i ratti e gli storti!
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Grazie Enio, corretto tutto.

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L'autore
workinprogress

Un solo motto, ad accompagnare la mia vita: "parla solo quando hai qualcosa di interessante da dire". Infatti, perlopiù sto zitto.

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Commenti (2)

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Enio Orsuni7 giugno 2010

gran bel sonetto, buon contenuto ma curerei di più la metrica dei quarti versi delle quartine quartine. molto apprezzato il resto

Alessio Renna8 giugno 2010

L'opera è stata molto apprezzata, sia come struttura (intendo la musicalità delle strofe perché di metrica ancora non me ne intendo molto, ma sopratutto come contenuto, condiviso in alcune delle mie. I paragoni utilizzati e la chiusa (secondo il mio modesto parere le parti più importanti di una poesia del genere) sono veramente azzeccati