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Dialettali 8 giugno 2010 · lettura 1 min · 4096 letture

Quannu u suli smuntò la luna

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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I casuzzi vasci abbrazzati no silenziu L’occhio rivoltu a Diu senza grazia accanzata supplicò climenza I manu stannu ancora stritti e chiusi Sugnu’ nto focu tu morti, mi fascisti cariri na stu’ ngannu e mi tocca pagari sta cambiali senza avvisari figghi e mancu muggheri Chi fimmina nutuli si... morti? Picchi t’affanni ti prisenti e mi trarisci no sonnu e quannu u suli smuntò la luna i passanti gridavanu u zù Ninu u poeta muriu
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Dedicata a mio nonno che è mancato in questi giorni

L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (8)

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Raggioluminoso8 giugno 2010

Una lirica che mi ha commossa dal profondo per l'immagine donata e il profondo significato espresso. L'uso del dialettale la rende ancora più coinvolgente. Alle volte le parole sono superflue a descrivere ciò che suscita una lettura e questa rappresenta uno di quei casi. Molto apprezzata!

mp47pasquino8 giugno 2010

Malgrado non conosca la lingua Siciliana, non trovo difficoltà a leggerla e assaporarne il caldo abbraccio tra vivido ricordo e dolore... tipiche sono le espressioni di un popolo che rispetta la sua gente e la onora, vorrei avere un giorno di questi nipoti...

Un evento tragico sapientemente descritto. Versi vividi che lasciano percepire tutta la tragicità del momento. Letta con apprezzamento.

Calogero Pettineo8 giugno 2010

Lirica in vernacolo veramente incantevole, tra l'ironia della sorte avversa e il pensiero delicato di una cara persona. l'ho molto apprezzata. Mi dispiace per tuo Nonno. NB. nella prima stanza al secondo verso c'è un errore di battitura, cosi come pure nella quarta stanza al secondo rigo.

Angelo Ricotta8 giugno 2010

A me piace l'espressione e quannu u suli smuntò la luna che mi pare esprimere di per sé, con tutta l'efficacia necessaria, l'intenso rimpianto per la perdita di una persona cara.

F
Franca Canfora11 giugno 2010

Non è solo una dedica, ma il tuo modo di dirgli addio, nella sua lingua, che tanto amava, ed in poesia, che per lui era ragione di vita.

Il Conte23 luglio 2010

Gli ultimi tre versi sono struggenti. Sale un nodo in gola. Mi ero perso questo dolcissimo addio al tuo amato nonno.

D
Dalassa25 luglio 2010

E' immensa nel suo vivo dolore che esprime grazia e dolcezza.