Sette e trenta di mattina
alessandro mazzeo
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Tiepidi ricatti d'inverni
nel mattino ora più denso di insicurezza
nel mio letto ancora troppo largo
Stenti in queste distanze
nei parcheggi dei supermercati
il tempo che si ferma
tranne per chi ti vuol lavare i vetri
E vorrei vorrei
poterti dare retta
ma ho perso le istruzioni
e la quinta non ingrana bene
Scansati che l'odio monta in fretta
spediscimeli i tuoi fogli bianchi
ti darò risposte in stampatello
Se non fossi stato così fragile
avrei potuto mangiar con te le fragole
Ma i tiepidi ricatti d'agosto
senza essere invadenti
sembravano sinceri
e non buttati lì tanto per fare
Tu ricordami i tuoi segreti
come bombe sui finestrini
come scaldarsi le mani sulla stufa
Che si pareggeranno i conti
senza darsi la pena di leggere gli scontrini
Mentre mi parli mi trovo a pensare ad altro
concentrato su una curva
dove sbandare di lato
Mentre hai da rimproverarmi
dico basta agli armamenti nucleari
nascosti giù in cantina
Risparmiami i tuoi nodi ai pettini
e le proposte sterili
salendo dalle grondaie
ci sfotteranno le lucertole
come se fossimo contabili
Mentre mi guardi io mi sento
di stringerti un secondo
senza far nessun programma
per non farlo andare storto
E nel carisma che ci manca
ci scombussolerà non poco
sapere che siamo noi i figli
di tutti i nostri sbagli
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L'autore
alessandro mazzeo
Sono nato a Imperia il 5 maggio 1978 Ho iniziato a scrivere racconti fin dalle scuole elementari. Intorno ai 16 anni ho iniziato a scrivere anche poesie e avvicinandomi attivamente alla musica che è sempre stata la mia ragione di vita, a scrivere testi di canzoni. Sono l'autore dei testi delle canzoni della mia band
Commenti (1)
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giulia angela6 dicembre 2012
Sai Alessandro questa tua poesia è molto bella, ed anche altre che ho letto.
