Come una carezza (amara)
Nel buio
ho camminato
-passo passo-
per arrivare a Te
pistillo sacro
fra mani poste
come un giglio appena sbocciato
Ho sporto la bocca
-cuculo avido che dal nido scacci
altri pulcini-
e t'ho sfiorato
sole morente
sull'orizzonte di dita
appena frementi
-non so se d'odio o d'amore-
Così ho veduto una goccia
-forse di sangue forse di pianto-
percorrere
la curva dolce dell'elevata Ostia
e vinta vi ho posato il cuore
come se fosse la guancia tua, Signore
...gustando l'affetto vivo
e l'amaro
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Commenti (2)
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Rasimaco8 giugno 2010
non posso non lasciare un tenue cenno del mio vivo apprezzamento per questi versi altamente mistici e pieni di quel sentire sincero e profondo di cui la poetessa permea il nostro essere. queste parole sono un semplice infinitesimo di ciò che si potrebbe esternare.
Calogero Pettineo8 giugno 2010
Ho letto con molto piacere questa eligia che si fonde come una preghiera per un passaggio religioso che ogni volta si rinnova nei cuori. Molto apprezzata. complimenti.

