Casanova

Colto da siffatta bellezza
rimasi basito da così tanta abbondanza
orsù mi dissi,
pria che qualcun te la rubi,
lesto falle la corte
allor con passo felino
lieve come primaveril vento
mi avvicinai
"chiedo scusa splendida madonna
a voi che ogni verso dedito
a decantar la vostra grazia
superfluo appare
vogliate permettermi che sia il mio cuor
ora a parlare,
Voi che apparite agli occhi
di un povero mortale
la più bella donna della cristianità
vogliate illuminar col vostro sguardo
chi per voi ha perso la ragione
aprendo gli occhi ad un misero cuore
accecato da effimeri amori,
in questa sala affollata
null'altro vedo che il vostro sorriso
null'altro odoro che il vostro profumo"
magheggiai altri versi qua e la
ella oramai sembrava estasiata
morbida argilla nelle mie capaci mani
ma in quel mentre
un figuro a noi si avvicinò
"giovine ella è mia figlia
e sol chi è pronto a maritarla
può sfiorarla con parole"
tra me velocemente pensai
oh Dio del cielo
a me parlar di maritare
non vi è più rispetto
pronto subito ribatto
"messere ch'io sia perdonato
ma per procura parlo a vostra figlia
vi è un amico mio ben nascosto
pronto in caso a sbucar fuori,
ora col vostro perdono si è fatto tardi
meglio che tolga l'impiccio"
come il primaveril vento mi ero avvicinato
mi allontanai come foglia spazzata dalla tramontana
che volete farci anche davanti a stupenda creatura
a sentir parlar di matrimonio
meglio ritirarsi in tutta premura.
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Miky 71
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