Nostalgia di maturità (pensieri del ragno)

E poi donna che ricorda
i giorni delle cortesie,
col suo dono musicale di sogni di carne,
di terra assoldata dagli inverni dell'anima,
di pantaloni in disuso e gendarmi invadenti
E raccolgo quelle gocce dell'anima,
troppo se vuoi cercane ancora
nel delirio di chi non dimentica,
quella risata strana non l'aspettavo,
e certo non l'assoluzione della buona domenica
E la borraccia sabotata dal tempo,
vuota di un vuoto scuro, molesto, violento,
perde occhi e baci che più non ricordo,
altro che chi dimentica non riesce a star fermo,
altro che il Re fragile rimpiange, un regno sul fondo
Ed agguantare le rondini vogare in volo,
per raggiungere l'isola degli amanti smarriti,
chiamarle a gesti per andare lontano,
cantare ancor le lame e il veleno che sento
Un assoluzione chirurgica, benzene e tritolo,
per ritrovarmi dritto al dispetto di Dio,
solo viaggiare con il mio essere solo,
anche quando gli angeli trombettano il salmo,
fino a cadere le nuvole dal cuore,
e a intuire la mia nostalgia di maturità
Ma mai,
ingoiai l'ultima goccia di ricordo
E mai,
che da solo abbia fischiato il vento
Forse non ricordo e i fiumi di Bacco,
ingannano le immagini,
l'archivio ordinato di prede del ragno,
perso nell'adorazione da cartellino timbrato,
con occhi pronti, dolci, miei d'ostinazione,
con pensieri troppo veri e umani,
per essere veri
Con parole perdute che quasi carezzano il viso,
troppo se mi ami ora, accendi il cellulare
E poi vulcani, gole mute dal ghiaccio,
discese di zolfo scadente e scalate d'emozione,
fino a ritrovare quell'essere quieto,
quell'essere insieme al viaggiare da solo
e forse vincere la mia mediocrità
E poi che il mare è niente perso in una goccia,
lo dirò ai molti che spacciano ville su in cielo,
o a quelli che gelano l'atomo in un punto,
e che non sposano l'amore col pianto
E mai,
ingoiai l'ultima goccia di ricordo
e certo mai,
mi venne in mente di esser solo col mio sguardo
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
Commenti (1)
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Lena Orfeo10 giugno 2010
Un'altra meravigliosa perla di cui ci fai dono, uno stile diverso direi... Una rapsodia meravigliosa scatenata da un animo in sovraccarico per quest'Amore che continua a vibrare nelle corde del cuore... Cuore che non ha pace, perche' deprivato della sua meta'. Inutile dire che mi è piaciuta tanto!

