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Comicita' 11 giugno 2010 · lettura 2 min · 839 letture

Forte di Bibbona. Seconda giornata: Sabato Santo

Omero Sala 519 poesie pubblicate
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All'albeggiar s'aduna la brigata per divorare pane e marmellata e per recarsi, dopo colazione, a respirare iodio sul sabbione. Urla e biancheggia il mare irto d'onde, e mai ne scorderò le sacre sponde, e l'aria, i suoni, il sole, i tamerici, il ciel radioso e il viso degli amici. Sazi di vento e con i piedi molli, c'inerpichiam sui carducciani colli. Gerardo ci conduce per Campiglia e ci rammenta i fasti di famiglia. Di qua, di là, di su, di giù ci mena e trova ad ogni incrocio nuova lena, non mai rallenta, né si arresta o siede, non mostra comprensione pel suo piede. Campiglia sopra il colle addormentata, di pietra calda, d'ocra colorata, di muro antico e lastricata strada, che ovunque varia, inerpica e digrada. Ad ogni canto ti compare a fronte il cielo a spicchi, il sole, il bosco, il monte, e da lontano sempre si indovina il dolce tremolar della marina. Il pomeriggio passa fra i cipressi che sembran da un sergente in fila messi, ed alti e schietti in duplice filare in cima al colle arrivano dal mare. In cima al colle su cui sorge quieto un borgo antico, piccolo e discreto che Bolgheri si noma e noto è perché cantato fu da Giosuè. Fra quelle case la sua nonna visse ed egli con affetto poi ne scrisse: noi, formulando un tenero pensiero, la visitiam nel vecchio cimitero. E quindi ci mettiamo per un bosco guidati da Gerardo mezzo Tosco, e dopo un po' di scendere e salire giungiamo in Castagneto all'imbrunire. Da lì, di nuovo, gli occhi senza freni spaziando vanno per i colli ameni e fanno il cuor di tutti lieve e aperto anche se il cielo appare un po' coperto.
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Ode celebrativa di un intenso viaggio, scritta per scherzo (e dedicata agli amici che vi hanno partecipato). La pubblico in tre puntate per i patiti dell'ottava. I lettori dotti possono divertirsi a cercare le numerose citazioni dantesche nascoste. (Se il sito lo consentisse farei una gara a chi ne scopre di più).

L'autore
Omero Sala
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Commenti (1)

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Calogero Pettineo11 giugno 2010

più che di comicità si ode in questa eligia tanta malinconia del tempo che fù e della propria terra. versi carichi di particolari che è stato un vero piacere leggere.