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Riflessioni 12 giugno 2010 · lettura 1 min · 3223 letture

Ombra notturna

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Affacciata alle immobili nubi di questa notte senza una luna nemica insonne sperimento la noia E' invisibile e subdola strisciante tra le lenzuola mi appare in un ghigno Da sola ride, megera pregustando anelata vittoria nella penombra di un'abat jour unica mia compagna tra forme tremanti Mi concede paesaggi sbiaditi di neuroni slacciati e nebbie in delirio su immagini sciolte senza una meta probabile e ricordi senza radici come mulini a vento da conquistare Cerco un risveglio dal sonno mentale che feritoie di lucidità non mi mostra Mi vivo i minuti... poi le ore ad inventarmi una soluzione di continuità e spezzare il circolo di questo vizio dalla testa che addenta la coda Sfoglio idee congelate in stalattiti spettrali E' una lotta impari e incerta perdura impervia e sfibrante tra tentativi troncati Soffro la noia questa notte ma prima dell'alba l'ammazzo ...voglio nascere ancora
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Rita Stanzione

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Bel testo, per davvero. Un caro saluto poetico (Galante Arcangelo)

Commenti (4)

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Silvia De Angelis12 giugno 2010

Versi meravigliosi, immersi in un lessico elegante e molto originale, che sembra far vivere al lettore la situazione di disagio descritta nella lirica... Versi apprezzatissimi

Raggioluminoso12 giugno 2010

Una lirica molto significativa. Vuoto e noia che si tengono per mano, amoreggiando nel loro non dar trega alla mente che cerca "... un risveglio mentale..." nella speranza di poter ..." nascere ancora". Molto piaciuta!

Daniela Pacelli16 giugno 2010

Sperimentare la noia affacciati alle nubi immobili di una notte senza luna. La noia fa morire l'anima, ma la speranza e la voglia di positive emozioni, fa gridare "voglio rinascere ancora". Molto bella questa poesia, letta con molto apprezzamento. Applausone, complimenti davvero!

Galante Arcangelo11 aprile 2018

Quella conosciuta sensazione di essere rapiti dal vuoto e dall’improvvisa amarezza per la mancanza di vivi pensieri, è già una triste esperienza, provata sulla pelle e vissuta nel cuore. Così l’anima non vuole rispondere al perché di quella solitudine che, da sempre, manifesta il fastidio per quei pensieri che, inseguendo il ricordo, lo riaccendono continuamente. Quel senso di personale vuoto è ben descritto, poeticamente, con uno stile semplice, morbido, sobrio e realistico. Letta con piacere e gradita!