A un passo dal rumore

E la lampada
s'inclina
sul polso di lui,
giocando
con la vena più gonfia
come fosse
un rivolo celeste.
Lei ne insegue
la linea
lungo le braccia,
ma incide fin dove
la vita,
nel maschio,
si crea quell'argine
così febbrile, eppure
riservato.
Vuole estinguersi lì,
dove il collo sta per finire.
O sta per iniziare.
Lui china il mento,
c'intrufola una malizia
e si compiace
e sa
che il suo ultimo pensiero
le è arrivato
proprio com'è:
un poco lubrico, un poco torvo.
Forse s'aspetta
un imbarazzo,
forse.
Lo indaga tra le cosce spoglie,
ma quel che spia,
in verità,
è nel disegno dello zigomo
appena acceso.
Ancora un incrocio di margini.
L'ultimo.
L'ultimo senza rumore.
E tutto ciò che
adesso
esiste di lei
si trova
in bilico
tra anelito di fuga
e smania di galera
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