La mia Africa

ilguardianodelfaro al secolo Denis Cornacchia, nasce a Cassino (FR) cinquantadue anni or sono, nel lontano aprile del 1960; appassionato di narrativa e poesia, da circa sette anni è in continua ricerca del proprio stile narrativo. Approda nel sito clubscrivere.it nel 2008 e per mancanza di tempo libero si allontana pe
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L'Africa, culla della più antiche civiltà, versa, adesso, in un penoso stato di sottosviluppo invocando tenacemente, e l'autore con lei, il suo riscatto! Immagini potenti piene di sentito fervore... Lirica decisamente toccante!
Profonda riflessione nei confronti di una terra madre di antiche civiltà ma soggetta a numerose invasioni che ne hanno offuscato la bellezza rendendola povera ancora oggi. Bellissimo pensiero da parte dell'autore, quello di sperare che l'Africa un giorno possa conoscere la giustizia la pace e un nuovo giorno... magari ciò avvenisse davvero!
Splendido inno ad una terra dimenticata da Dio L'istinto di sopravvivenza alimenta le guerre tribali e l'abbandono e le false promesse fatte e non mantenute dai paesi industrializzati non contribuisce certamente alla risoluzione dei molti problemi che producono vittime innocenti Triste realtà
vorrei approfittare di questa tua profonda riflessione per invitare chi non l'avesse fatto a firmare l'appello alle autorità sudafricane: giustizia e diritti a partire dai poveri nel Sudafrica dei Mondiali. Mentre noi ascoltiamo i suoni delle vuvuzelas in sudafrica gli abitanti delle baraccopoli vengono forzatamente sfrattati. la Coppa del mondo è divenuta l'occasione per ristrutturare le città secondo criteri che favoriscono solo le élite. I poveri vengono spinti fuori, lontani dagli occhi dei turisti e dei giornalisti. Peraltro, le misure di sicurezza adottate in occasione dei Mondiali limitano fortemente il diritto dei cittadini a esprimere democraticamente il dissenso rispetto a questo stato di cose.
Sarà dura che possa sorridere, almeno nel futuro prossimo, visto la cecità dei governi e delle Istituzioni religiose, tutti nessuno escluso. Perché si può essere schiavi anche con un pezzo di pane tra le mani.
Terra di conquiste e bistrattata, ma tanto amata. Una riflessione molto profonda e vorrei che non si dimenticassero i popoli che vi risiedono. Complimenti all'autore.



