Le ninfe si aprono lo sportello da sole
Ha socchiuso la finestra
ma i clacson
ancora le bisbigliano nelle orecchie.
S'è tolta il suo vestito
-quello omologato con la crinolina-
e ha smesso di ridere
indagando su Dio.
E' seduta
-un po' come fanno i bambini-
e con la mano
ricerca quell'attimo che ogni donna sogna
tormentando il proprio pupazzo di carne.
Brilla
-lei-
di stelle di sudore,
senza pensare a bocche
o corpi di altre bambole di pelle.
Come se cucisse una trapunta!
-filo dopo filo-
Il suo respiro si tende
nell'attimo in cui la schiena si inarca.
-non è né donna né bambina, ora-
E poi si siede,
i pantaloncini di caramella di nuovo a posto,
omologati,
certificati dall'ammorbidente.
E, nel guardarsi allo specchio,
sorride alla fatina che la fissa.
Spegne la luce e riapre la finestra:
non si è mai sentita così vicina a quei lampioni
-eccoli che ghignano sopra le auto!
-non le hanno mai toccate.
©
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