Dormi
Dormi
fino al giorno in cui io mi consumerò
filando i vetri coniugati delle trasparenze
sputando il sollazzo di un nodo che mi lacrima
tra le dita o nei polsi senza lame per sciogliere le viscere
dormi
tu mi svelasti le mosse del tuo pianto
io ti svelo ombre piangenti sui salici dei miei capelli
nessun effetto notturno colonizzerà la mia luce
il mio nulla è vendetta o una piaga sconosciuta
già vendicata
dormi
gridare mi ricorda i miei fratelli
precipitati nelle alcove di fucilate a salve
o sono lembi di donne ramificate acerbe
a riconoscere i frutti del mio ricordo perduto
dormi
ritrova il sale che mormoravi al mio orecchio
e io ti udivo radere in volo ogni più invera grazia
e sapevi ridere dalle vene allacciando il sangue
a ogni più gracile battito asservito
dormi
e io son la postura di una nevrosi predestinata
mi cullo nei vespri a scandir mentale la mia melanconia
il tuo sonno è ingenuo e i miei artigli indulgenti
e nello stomaco cianfrusaglie da rimettere in ordine
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Sincity
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