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Erotismo 26 giugno 2010 · lettura 2 min · 7405 letture

Sigillo sottoterra

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Pan23 88 poesie pubblicate
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Come possiamo trasformare in vaso di piaceri il dolore che trasuda l'Universo, prigione d'impotenza? Oh, quanto il fato grava su di noi, mentre ci dimeniamo in una vasca di fango! Ignari, sguazziamo tra ochette di sogni al neon, fosfeni nel placebo d'ebrietà – appena afferrate, si perdono subito, decomposte. Oh, impalpabile incoerenza! Ci specchi, ecco, nel ghigno duale di un nano spezzato, bifronte circolarità! Guarda, mio Sigillo, l'Amen dietro le spalle, che davanti però si para. Della Terra ascolta il gemito, perché il membro nel sangue già mi espelle – ma prima che la fine venga un ultimo bacio darò alla vergine sua pelle, l'ultimo, sì, che sia consolazione alla stoltezza dei saggi. Nel molle ventre scendi, Sigillo; giù, nel ventre della Terra. Saggezza degli stolti che le profondità assapora, gusta ora il gusto dell'humus, e la bava lambente degli organismi d'inezia. Guarda come la Terra decompone l'ilica nostra voglia, mio Sigillo. Il fato la divora, ormai ci assedia, bacia con lame acuminate il pianto dirotto di Sophia, sotto la soglia placida della normalità. Guarda il letame, già germoglia – spermatico l'hai reso, questo limo, malia sui miei sepolti ossi. Voglio, prima che giunga, della fine il canto udire, e l'eco, sulla foglia del fiordaliso pneumatico stretto al fianco della spiga opima e lunga. Voglio aspirare un occulto sentore dalla corolla schiusa del suo fiore – sì, attraverso ogni poro della pelle! No, giammai il fior del Desiderio molla, non molla l'osso mio dalle radici avvinto! Sulla soglia sto, ancor chiusa, e il cefalopode ancestrale ghiotto nel fosso aspetta, mentre il suo avvento aspetto. Adesso scompari, sprofonda, Sigillo, e intona nel mentre l'assolo tremendo, tromba di guerra dal ventre materno della Terra molle. Lì, ecco, sotto, tra i ruderi dell'acquedotto quirita, non verrà mai, mai esaurita l'eco del nostro sospiro: bestemmia ultima e presa in giro contro tutti gli dèi e contro il Destino. Perché l'odio in fondo è solo la tomba più folle che sigilla il più folle degli amori.
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L'autore
Pan23

Credo nella forza e nel valore dell'Individuo, unico nella sua autodeterminazione. Io sono Colui che è. Un Individuo, non una categoria. Sono Legge e Stato di Me Stesso.

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