Come ricordi
laura marchetti
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E poi il cielo diventava cupo,
fuggivano le rondini in alto, lontano,
come angeli, sopra le nuvole
e la festa cominciava.
Il chiacchiericcio delle gocce
che scendevano e disegnavano bolle
sull'asfalto che, bollente, fumava
e spandeva l'odore della pioggia.
Dai polmoni degli alberi
profumi di vegetazione e di resina
e di muschio sui tronchi,
mentre i rami, con le mani, bevevano dal cielo.
Catturavamo con l'ombrello
le gocce quando veloci scendevano
e correvano per morire a terra,
come lacrime, sotto il peso dei ricordi.
La pioggia veloce sopra i vetri
sta disegnando fiumi
che scompaiono, correndo via veloci,
tra i profumi del tempo, come ricordi.
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti27 giugno 2010
una poesia che si stende sul percorso dei ricordi, e diventa storia, grande poesia. il passato è importante perché rappresenta quel che siamo stati, ed è la fonte della nostra esperienza.

