Alla Natura, giocosa femminilità
Di Lei ricordi?
Nudo il giunco
e nude le vesti
nel timido vento
che spoglia l'assalto del sole
nelle giovani rive in noi,
e muta color nei filtri d'erba
per ogni cosa riavuta in petto
per ogni silenzio mutato in volto,
è similare il sangue
da cui nasce il piacere.
Rubano luci e ombre,
i sogni al muto abbandono,
vacuo riflesso d'acque
in pagine bianche e sudate,
in echi al sapor di rosa,
al sonno di bianche dune;
irrompe al desiderio
che ha il battito
del cuore appresso all'anima,
l'infinito.
Per nascondere gli occhi
non sfiorerai il volto
con le dolci dita,
ma con un velo rosa
coprirai istinti fanciulleschi
di veder vacuo il profilo,
e nelle giocose femminilità
del giostrare sguardi incolti,
sarà passata un'altra primavera
in cui l'indefinito rimane
retrovia dei sogni.
Risplendi intatta
matura di vita, scorrerai
da lacrime in me
e in lapidi naufragate,
perirai dolce.
O mia Natura celeste.
🌐
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L'autore
Sal
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