Quel ragazzo che ero
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Dolci rime che si posano su tempi passati in cui l'emozione e l'impulsività regnavano in un'anima ancor acerba della vita... Lirica molto apprezzata
di solito dicono che bisogna guardare avanti... ma se ripieghiamo il capo all'indietro, e lasciamo che i ricordi affiorino alla pelle, ci accorgiamo di quanto è stato scritto di noi... e che sia in positivo o negativo, ogni evento, ha lasciato una traccia di noi su tutto ciò che ci circonda... per chi resta, per noi stessi... per non dimenticare o essere dimenticati... bella riflessione, a volte fa bene alla nostra essenza ripercorrere il cammino in attesa di scrivere altre pagine sul libro della vita... sempre straordinario, un abbraccio...
A volte ho l'impressione che si faccia come i gamberi, più il tempo passa e più guardandoci indietro possiamo e riusciamo soltanto a tornare bambini, forse perché solo allora i nostri pensieri volavano leggeri senza il peso della vita che sino ad oggi ci ha pervaso – forse desideriamo soltanto scacciare il vissuto che ha fatto tanto tanto soffrire. Una poesia che ho sentito particolarmente.



